Il Food Marketing e l’evoluzione delle etichette alimentari

Negli ultimi anni, l’attenzione dei consumatori nei confronti delle informazioni riportate sui packaging dei prodotti, soprattutto quelli alimentari, si è acutizzata. Per far fronte a questa necessità, si è fatta avanti l’Unione Europea che, con varie norme a favore del tracciamento e della rintracciabilità degli alimenti, ha iniziato un percorso verso la trasparenza dell’informazione e che, inconsapevolmente, si sta trasformando in una vera e propria strategia di marketing.

Il sistema nutri-score 

Un sistema di etichettatura che sta prendendo piede in Europa è nutri-score, sistema di origine francese che si basa sul principio di comunicazione a semaforo: sulle etichette troviamo infatti una scala di colori che va dal verde al rosso, legata a sua volta ad una scala alfabetica dalla A alla E. Suddividendo un alimento per colore e lettera con questa classificazione possiamo conoscere le sue proprietà nutritive, come ad esempio le calorie, la quantità di grassi e di zuccheri, parametrati ad una quantità standard di prodotto.

Scala di valutazione di Nutri-score
Scala di valutazione dalla A, valore migliore, alla E, quello peggiore. Fonte: Wikipedia

Ad esempio, un alto contenuto di frutta, verdura, fibre, proteine e grassi polinsaturi – ovvero quelli considerati “sani”- contribuiranno alla classificazione positiva del prodotto alimentare in questione. Al contrario, alte percentuali di calorie, zuccheri, grassi saturi e sodio determineranno una qualità alimentare bassa. 

Le etichette semaforo nel mondo 

Nel 2010 il gigante alimentare Unilever è stato tra i primi ad adottare le etichette semaforo sulla propria produzione. Mossa da obiettivi di sostenibilità e riduzione di sprechi tramite l’aggiunta di ingredienti riciclati ai propri prodotti, l’azienda si poneva come modello per i propri competitors, spingendoli ad adottare lo stesso metodo di valutazione alimentare. 

Ad affermarlo è Mark Engel, Chief Supply Chain Officer di Unilever:

“L’azienda spera di trasformare non solo le abitudini dei consumatori, ma anche quelle delle migliaia di aziende della nostra filiera”.

Inoltre la società, madre di marchi come Magnum, Ben & Jerry’s e Hellmann’s, ha comunicato di voler sperimentare il sistema di etichettatura alimentare su una selezione di prodotti entro la fine del 2021, per poi applicarlo a tutti i loro 75.000 prodotti entro i prossimi cinque anni.

Ben&Jerry's
Il gelato Ben&Jerry’s, uno dei prodotti più conosciuti e amati di Unilever. Fonte: greenqueen.com.hk

L’Italia e le etichette semaforo

Entro il 2022 si prevede che in tutti i Paesi dell’UE sia presente un’etichettatura ufficiale, e tra i candidati per questo ruolo troviamo proprio nutri-score. Tuttavia diversi Paesi, Italia compresa, si sono fermamente opposti all’adozione del sistema perché ritenuto penalizzante nei confronti di alcuni degli alimenti più caratteristici, come ad esempio il Parmigiano Reggiano o l’olio extra-vergine di oliva.

Secondo il pensiero italiano, adottando il sistema francese si correrebbe il rischio di promuovere prodotti contenenti edulcoranti invece di zuccheri, e di condannare prodotti come l’olio extra vergine di oliva, il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano o il prosciutto di Parma.

Questo perché tali strumenti di classificazione risultano fuorvianti e ingannevoli per il consumatore. L’utilizzo di etichette a semaforo appare perciò scollegato alla dieta mediterranea ed alla razione consigliata, ricorrendo a sistemi che si basano su quantità difficilmente consumate quotidianamente, come nel caso dei sopracitati formaggi che, secondo la classificazione nutri-score, sarebbero classificati con colore arancio. 

Ma, seguendo le linee guida della dieta mediterranea, un piatto da 80 gr di pasta, condita con 20 gr di olio extravergine e 20 gr di formaggio DOP, sarebbe nel suo complesso verde. Per questo motivo gli strumenti di etichettatura basati sul principio a semaforo sono disincentivanti per il consumo del prodotto, senza un oggettivo parere nutrizionale. 

L’obiettivo che si dovrebbe prefiggere l’Unione Europea e il mercato in generale è il consumo consapevole delle quantità corrette e tenere conto delle caratteristiche complessive del prodotto.

Per questo, in risposta a Nutri-score, il governo italiano ha proposto un sistema di etichettamento “a batteria” chiamato NutrInform Battery. La proposta italiana classificherebbe la qualità dei cibi in base alla loro incidenza all’interno della dieta in generale invece che basandosi meramente sugli ingredienti del singolo prodotto. L’etichetta di NutrInform Battery indicherebbe dunque le percentuali di calorie, grassi, grassi saturi, zuccheri e sale delle singole porzioni raccomandate da consumare giornalmente.

NutrInform Battery
NutrInform Battery: l’etichetta proposta dall’Italia che tutelerebbe i prodotti Made in Italy. Fonte: dissapore.com

Il futuro delle etichette 

Nel mondo del food c’è ancora tanta strada da fare per quanto riguarda l’uniformità delle etichette alimentari; si evidenzia la necessità di trovare un sistema che possa valorizzare il prodotto e possa stimolare il consumatore a rispettare una dieta sana ed equilibrata. La data entro cui si prevede la messa in armonia di tutti i sistemi di etichettatura dei prodotti alimentari è vicina, entro e non oltre il 2022. Non resta che attendere e soprattutto prestare attenzione ai consumi giornalieri senza però rinunciare alla nostra amata dieta Made in Italy.

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