Trendhunting: il marketing che studia i trend per prevedere il futuro

Andamento generale, orientamento, tendenza, moda, o semplicemente trend.

È di questo che si parla quando, conducendo un’analisi di mercato, vengono individuati dei fattori preponderanti, degli andamenti che influenzano scelte, comportamenti e modalità.

Nel mondo del marketing, ma non solo, individuare un trend è di fondamentale importanza al fine di ottimizzare le proprie strategie di comunicazione, rivolte ad un pubblico specifico.

L’aspetto tuttavia principale non è solo quello di definire e seguire una tendenza, bensì prevederla.

Il trend hunter

Il cacciatore di trend, in inglese trend hunter, è una figura che, soprattutto negli ultimi anni, si sta ricavando uno spazio significativo nel mondo professionale: il suo compito è quello appunto di “andare a caccia” di trend, così da poter sapere in anticipo in quale direzione il mercato, la domanda e di conseguenza l’offerta si indirizzeranno.

La peculiarità di una tendenza è quella di presentarsi, alla maggior parte, come sorpresa, ma in realtà la sua affermazione è graduale, solo che non ce ne rendiamo conto: una moda diventa tale quando è nota a molti, quando chiunque decide di seguirla.

È per questo motivo che le aziende decidono di adeguarsi a questi “standard dinamici”, così da risultare competitive e in linea con le esigenze del mercato.

Certo, sarebbe decisamente utile riuscire a prevedere il futuro e capire in quale direzione rivolgere lo sguardo.

Ecco quindi la necessità di un trend hunter, un professionista capace, grazie agli strumenti messi a disposizione dallo sviluppo del mondo digitale, a individuare i piccoli ma significativi cambiamenti del mercato, fondamentali per la definizione di un trend.

Studiare una tendenza non è seguire precise regole, l’indagine infatti può variare in base ai settori di riferimento e di volta in volta sono da tenere in conto situazioni diverse.

Prevedere un trend è possibile

Come anticipato, non esiste un metodo rigoroso tale da delineare in maniera accurata quale percorso seguirà il mercato. Tuttavia è possibile individuare quei fattori fondamentali che ne determinano il cambiamento e quindi ciò che porta alla definizione di un trend.

Leggere, informarsi, aggiornarsi: il web rappresenta il migliore strumento di ricerca per cogliere spunti e riflettere.

Ricerche online

Grazie alle tante risorse che il web mette a disposizione, è possibile studiare e analizzare il comportamento online di un utente: quali sono le parole che cerca, quali zone e regioni mostrano maggiore affluenza, in modo tale da iniziare a prevedere quale direzione il consumatore sta intraprendendo.

Di cosa si parla sui social

Altro elemento fondamentale per poter prevedere un trend è leggere ciò di cui gli utenti parlano. Come? Attraverso un’analisi approfondita dei social, tutti, di ogni genere.

Raccogliere dati simili permette di avere un quadro generare della situazione e capire quale è la giusta strada da seguire e chi sono coloro in grado di influenzare trend e come.

Studi e ricerche di mercato

I mercati evolvono: nuovi competitor, prodotti, canali, nuove esigenze. Le analisi di mercato consentono di comprendere in modo approfondito le dinamiche e le motivazioni che sono alla base di determinate scelte da parte del cliente/utente, così da prevederne i comportamenti.

Sono molti gli istituti di ricerca, di ogni settore, che svolgono tale attività ed è quindi importante riuscire ad individuare le giuste fonti dalle quali attingere dati precisi e accurati, sempre aggiornati.

Pinterest Predicts: 8 previsioni su 10 si sono avverate

«Delle previsioni che avevamo fatto per il 2021, se ne sono avverate 8 su 10. Pinterest Predicts è un report sulle tendenze che non sono ancora tendenze, uno sguardo rivolto al futuro dal luogo dove si fanno progetti di vita».

Questo, ciò che si legge sulla pagina Pinterest, dove, annualmente, viene pubblicato un Report dettagliato su quali saranno le tendenze future, in termini di pubblico e categorie preferenziali.

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Fonte: Pinterest

Si evince infatti che la Generazione Z è pronta alla rivoluzione: il focus? Su sé stessi; mentre i Millennials sono invece alla ricerca del lusso inedito, con particolare attenzione all’ecologia e alla natura, sempre in primo piano in ogni scelta.

Trend forecasting: alla ricerca delle tendenze per determinare i consumi

In ambito moda, il trend forecasting è il risultato dell’analisi degli elementi che sono in grado di prevedere il futuro dei consumi anticipando non solo colori e materiali, ma anche texture.

Il compito di studiare un trend viene affidato agli esperti del settore, i quali, insieme a psicologi e sociologi, si appoggiano alle agenzie di trend forecasting che analizzano le tendenze del mercato con previsioni e analisi.

Il top player in questo campo è WGSN (World’s Global Style Network), che fornisce dati, analisi e intuizioni per un’ampia gamma di settori, specialmente moda.

Il lavoro di questa agenzia permette di prevedere colori e tendenze con oltre due anni di anticipo e, infatti, i loro trend forecaster dedicano la maggior parte del loro tempo ad indagare sui social, in particolare su Instagram, tenendo d’occhio e analizzando stili, vita quotidiana, cibi, viaggi, arredo domestico, forma fisica, vere e proprie mentalità nuove.

La metodologia del Meeting Point

Il metodo consiste nell’analisi sistematica e strutturata dei messaggi emessi dai sistemi sociali, dati che tengono conto di fonti diverse, dalla pubblicistica, alle leggi, al mondo delle arti, della scienza e dello spettacolo.

«I presupposti teorici del metodo Meeting Point – spiega Alessandro Bruni (Founder di NAIMA-New Attitudes Ideas & MArkets) – si riferiscono a quel filone della sociologia che vede la società come un insieme di sistemi. Su questa base il metodo sostiene che nella attuale società “liquida” decade la forza e la strutturazione del concetto di target applicato al mercato. Il consumatore non sa oggi cosa vorrà domani; anche la sua identità è poco strutturata così come il suo processo di identificazione e i suoi comportamenti di acquisto».

Il metodo Meeting Point permette di conoscere gli orientamenti futuri del mercato fino a cinque anni e questo lavoro, in Italia, viene svolto dall’OMP (Osservatorio Meeting Point), che ha sede a Bologna: è qui che vengono analizzati i flussi comunicativi presenti nella società, così da individuare i principali filoni emergenti, cioè quelli che determineranno i comportamenti di consumo presenti e futuri.

Il Meeting Point è quindi il punto in cui si incontrano i flussi comunicativi della società, i prodotti esistenti, i consumatori e le aziende ed è qui che si originano gli spazi potenziali per l’innovazione e la realizzazione di futuri prodotti.

Come si legge nel ReportConoscere i Trend futuri senza interrogare il consumatore”, redatto da Harvard Business Review, il primo prodotto nato dalla prima ricerca OMP, si chiama X9, lo scooter che dopo la crisi degli anni ’90 riportò la Piaggio a una posizione leader del settore.

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Il nuovo modello X9 firmato Piaggio, lanciato nel 2000 come concorrente nel segmento dei maxi scooter. Una sfida alla grande industria giapponese, leader fino al quel momento del settore.
Fonte: Archivio Unità

A caccia di novità con il cool hunter

È ormai chiaro, quindi, che in un mondo come il nostro, in continua evoluzione, si fa sempre più spazio l’esigenza di ricercare e studiare le nuove tendenze, anche e soprattutto nel campo del marketing e della comunicazione, così da essere in grado di proporre ai brand e agli utenti soluzioni innovative e strategie sempre più integrate.

La figura del cool hunter nasce nell’ambito della moda, come colui che, in giro per il mondo, si muove alla ricerca di novità, idee e atteggiamenti, spinto dalla curiosità di cogliere il dettaglio innovativo che determinerà la moda del domani.

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Fonte: Pinterest

Il termine cool hunter è stato introdotto per la prima volta da Malcom Gladwell, studioso dei mutamenti sociali, nell’articolo The Coolhunt pubblicato sul New Yorker nel 1997, per indicare un esperto in grado di individuare, attraverso l’osservazione del quotidiano e la ricerca, i segni delle nuove tendenze.

In Italia si deve alla giornalista canadese Naomi Klein la diffusione del termine, che compare nel suo libro No logo dove definisce cool hunter il “tampinatore legalizzato della cultura giovanile” e quindi colui che, per professione, cerca di intuire il nascere di nuove tendenze e stili di consumo.

Il cool hunter, oggi, non è soltanto colui che gira alla ricerca delle novità della moda, ma è anche la persona che individua le tendenze del marketing e della tecnologia per guidare le scelte aziendali in questi campi, dando indicazioni strategiche sul futuro. E non serve neanche più girare il mondo per farlo. Oggi, grazie al web, il coohunting è un’attività che può essere tranquillamente svolta anche dalla propria scrivania.

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