Neuromarketing e la scelta di un font che funziona

La scelta del font rimane una delle decisioni fondamentali per attrarre o mantenere l’attenzione di chi legge. Il carattere che viene scelto deve essere adeguato al tipo di messaggio che si vuole trasmettere, trasportando il lettore in un contesto emotivo specifico; per questo è importante considerare l’impatto psicologico e semiotico di ogni carattere tipografico. Nel determinare il successo di una comunicazione, infatti, la scelta del font gioca un ruolo fondamentale.

Grazie alle scoperte delle neuroscienze e al neuromarketing, oggi è possibile avere qualche indicazione in più su come scegliere il font giusto per una comunicazione vincente.

Font tipografico
Fonte: casaideadesign.it

Il Neuromarketing

Il Neuromarketing è una disciplina sempre più utilizzata al giorno d’oggi, il suo scopo è quello di analizzare i processi inconsapevoli che avvengono nella mente del consumatore, i quali influiscono sulle decisioni di acquisto o sul coinvolgimento emotivo nei confronti di un brand.

Ogni giorno ognuno di noi è esposto ad innumerevoli stimoli, online e offline, legati a spot pubblicitari, insegne o simili. Questi input vengono trattenuti nella memoria e inconsapevolmente il nostro cervello innesca associazioni tra i diversi marchi, legandoli a determinati suoni, colori ed emozioni.

Associazioni neuromarketing
Fonte: puntoecommerce.it

Dalla teoria alla pratica

Molti esperimenti hanno permesso di verificare il grado di influenza che hanno i diversi font sul comportamento d’acquisto. Ad esempio, uno studio sui font in corsivo ha potuto dimostrare che una semplice inclinazione delle lettere può aumentare a livello non conscio l’urgenza di reagire ad una determinata “call to action”. Un carattere “rotondo” è percepito come amichevole, mentre uno con linee dritte o angoli dimostra autorevolezza, quelli che riproducono la grafia trasmettono familiarità.

Le ricerche di psicologia cognitiva affermano che ai diversi font vengono attribuiti diversi significati psicologici. Si è così scoperto che il font Times New Roman aumenta la sensazione di ironia e divertimento di un testo comico, mentre l’Arial l’attenua. Altre ricerche hanno invece dimostrato una correlazione tra estetica del carattere e aumento del pensiero creativo dei lettori.

Font
Fonte: YesWePrint

La scelta del più semplice

Negli ultimi anni è avvenuta un’esplosione dei font semplici: Arial, Roboto, Open Sans e tanti altri sono diventati i preferiti dagli scrittori e lettori, ma quello che ha avuto un maggiore successo è Helvetica, famoso per la sua linearità semplice e considerato il font più usato ed apprezzato del pianeta.

Esempio font Helvetica
Esempio del font Helvetica. Font: Studio Imagina

Caratteri semplici e chiari ottengono un indice di conversione maggiore rispetto a quelli più elaborati e complessi, e sono quindi più indicati per quelle parti di testo in cui chiediamo al lettore di agire: form, call of action, pulsanti, banner e manifesti pubblicitari.

Sans Forgetica, il font che aiuta la memoria

Sviluppato e progettato da un’equipe mista di psicologi, tipografici e neuroscienziati con lo scopo di creare un carattere che potesse facilitare la memorizzazione e l’apprendimento di un testo generando una sorta di “difficoltà desiderabile” nella lettura. Infatti, fare un po’ di fatica mentre leggiamo un testo aumenta l’attenzione e la memorizzazione.

Esempio font Sans Forgetica
Esempio di una scritta con il font Sans Forgetica. Fonte: Bypeople

Altre categorie di font

Grazie alla creatività dei tipografi i font disponibili nel mondo continuano ad aumentare. Possiamo quindi affermare che ogni carattere, grazie al proprio impatto visivo e alla propria suggestione psicologica, può appartenere a una di queste cinque macro categorie principali:

1. Serif

Caratteri con le grazie”, danno un tocco di eleganza, tradizione e classicità. Questi caratteri trasmettono senso di affidabilità e permettono di instaurare un rapporto di fiducia con il lettore. Le grazie rendono le lettere bilanciate e semplificano la lettura sulla carta. Nei siti web invece, si predilige l’uso di questa categoria solo nei titoli per evitare il rischio di creare confusione;

2. Sans Serif

“Caratteri senza grazie”, più moderni e innovativi. Questa categoria viene spesso utilizzata sul web per la sua efficacia nel trasmettere i messaggi in modo chiaro, senza creare confusione al lettore per via della loro linearità e assenza di fronzoli. Non a caso questi font sono prediletti dai colossi Apple e Windows.

font Serifs
Fonte: designshack.net

3. Script o calligrafici

Caratteri che simulano la calligrafia a mano, dando l’idea di una scrittura sofisticata e sbarazzina. È importante ricordare che questa tipologia è sconsigliata nei testi lunghi poiché potrebbe risultare poco leggibile.

Font
Esempio di scritta con un font calligrafico. Fonte: FFonts

4. Display

Questa categoria possiede caratteri di stile vintage, ideali per suscitare nostalgia e permettere un tuffo nel passato. 

Font: Creative Booster
Display font. Fonte: Creative Booster

5. Moderni

I caratteri più moderni vengono percepiti come trendy, alla moda e alle volte futuristici. L’utilizzo di questa categoria vuole trasmettere l’idea dell’essere al passo coi tempi. 

Font
Esempio di un font moderno. Fonte: VectorStock

Non conta quindi solo il contenuto, ma anche la presentazione tipografica. Per concludere infatti, possiamo affermare nuovamente che la percezione delle persone ad un messaggio è influenzata in modo evidente dal font con cui esso viene presentato. Proprio per questo motivo, l’applicazione delle Neuroscienze alla tipografia rimane un campo di studi molto promettente e importante non solo per esperti, ma anche per l’innovazione e lo stimolo della fantasia dei creativi, dei designer e dei tipografi.

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