Trend e highlight di Google da tenere d’occhio nel 2021

Affermare che Google è lo specchio dell’anima non sarà molto poetico, eppure niente come ciò che digitiamo sui motori di ricerca offre un’istantanea tanto fedele del mondo che ci circonda e del nostro modo di percepirlo.

Per questo, piuttosto che con buoni propositi, abbiamo iniziato il nuovo anno con due buone domande: come sono cambiate le nostre ricerche in questo anno di stravolgimenti? E quali novità dobbiamo aspettarci da Google nel 2021?

Ci siamo chiesti “Perchè?”

Al primo quesito ha risposto proprio Big G, che con il suo video Un anno di ricerche, ha messo in luce come questo momento di incertezza ci abbia spinto a cercare non tanto il significato, ma a chiederci il perché dei fatti che lo hanno segnato.

Nuova normalità, nuove parole

Senza troppa sorpresa, tra le parole più digitate nelle nostre barre di ricerca troviamo quelle connesse al Coronavirus, alle piattaforme di comunicazione e didattica a distanza, ma anche termini legati alle elezioni americane e a sportivi come Kobe Bryant e Diego Armando Maradona, la cui scomparsa ha sconvolto tutto il mondo.

Google Trends
Classifica Parole di Google – Ricerche globali vs ricerche Italia

E se nel 2019 i personaggi più popolari erano star del mondo dello sport come Antonio Brown, della musica come Billie Eilish o del cinema come Joaquin Phoenix, quest’anno la nostra attenzione è stata rivolta ai protagonisti dei fatti di attualità che hanno interessato tutto il mondo: da Joe Biden e Kamala Harris al dittatore Kim Jong Un; dal premier inglese Boris Johnson a Jacob Blake, l’afroamericano 29enne ferito da un agente di polizia nel Wisconsin.

Classifica People di Google - 2019 vs 2020
Classifica People di Google – 2019 vs 2020

Siamo diventati più sensibili

Oltre a portare incertezze e paure, gli avvenimenti recenti ci hanno anche reso più consapevoli e sensibili ad alcuni temi a cui prima, immersi nelle nostre vite frenetiche, davamo un’importanza secondaria. Ricerche come “Deforestazione”, “Gas serra” o “Black Lives Matter” hanno infatti raggiunto il loro massimo storico.

Questa tendenza è confermata dal fatto che sono aumentate le query che esprimono una volontà di azione e non solo di informazione: “Come donare è stato cercato il doppio rispetto a “Come risparmiare soldi”, mentre “Come adottare un cane”, “Come fare l’insegnante” e “Come diventare infermiere” non sono mai stati così digitati come quest’anno.

Un anno di ricerche Google - tendenze
Un anno di ricerche Google – trends

Siamo quello che cerchiamo

Il report di Google mette in luce anche quanto la pandemia di COVID-19 abbia cambiato la nostra quotidianità e le nostre abitudini. Ecco alcuni esempi:

  • La ricerca “Tramonto vicino a me a partire da fine aprile è cresciuta in modo costante: avendo smesso di viaggiare, abbiamo dovuto placare la nostra fame di bellezza guardandoci attorno e lasciandoci stupire da paesaggi più familiari.
  • Che giorno è” e la parola “Insonnia” hanno raggiunto il picco più alto di sempre proprio quest’anno: rimanere a casa ci ha fatto perdere il sonno e la cognizione del tempo.
  • Le queryCome fare un orto” e “Pane a lievitazione naturale” sono state cercate come mai prima d’ora: anche Google sa che quest’anno ci siamo improvvisati parrucchieri, chef e agricoltori.
google trends ricerche
Un anno di ricerche Google – trends

Come cambierà Google nel 2021?

Inutile dirlo: se cambia il nostro comportamento di ricerca, Google cambia con lui. E sapere come lo fa è fondamentale per chiunque voglia che le proprie pagine siano trovate prima e meglio delle altre.

Ecco 5 trend SEO da tenere d’occhio per migliorare il posizionamento dei nostri contenuti nei risultati di ricerca e imparare a conoscere Big G almeno la metà di quanto lui conosca noi.

RankBrain e intelligenza artificiale

Rank Brain Google
Fonte: fatbit

L’ordine dei risultati di ricerca sarà sempre più affidato all’intelligenza artificiale, ed in particolare a RankBrain: uno degli algoritmi di Google basato su un sistema di apprendimento automatico in grado di “insegnare a se stesso” nel corso del tempo.

In quest’ottica, proprio come per i social, l’esperienza dell’utente assumerà un ruolo sempre più centrale e saranno premiati i siti in grado di coinvolgerlo e mantenerlo sulla pagina attraverso contenuti di qualità e ottimizzati.

Il risorgimento dei contenuti long-form

Come diretta conseguenza, Google conferirà punteggi maggiori ai così detti long-form: tutti quei contenuti che superano le 1.000/1.200 parole di lunghezza e puntano ad approfondire un argomento e mantenere l’utente sulla pagina per più di qualche minuto. Questo perché maggiore è il tempo impiegato su un sito, più questo sarà identificato come interessante ed autorevole.

Questo non significa che ci si dovrà abbandonare a fiumi di parole, ma che è consigliabile favorire la stesura di contenuti coinvolgenti e condivisibili, strutturati con sezioni, sottotitoli (H2 e H3 ecc.) e referral autorevoli per aumentare la nostra credibilità agli occhi dei crawler.

Video is king

I video stanno trionfando e, come previsto da Cisco, supereranno ogni altro formato in termini di fruizione. Non a caso Youtube è il sito più visitato al mondo. Proprio per questo, Big G sta dando loro sempre più spazio, includendoli anche nei così detti featured snippet, i riquadri in evidenza che appaiono nella parte superiore della SERP (Search Engine Results Pages).

Ma la chiaroveggenza di Google non finisce qui: pare infatti che stia testando l’integrazione di uno spazio dedicato ai contenuti di TikTok e Reels di Instagram tra i risultati delle ricerche mobile.

Reels e TikTok testati da Google
Reels e TikTok testati da Google. Fonte: agemobile.

Se non lo avete ancora fatto, è il momento di valutare l’inserimento e l’ottimizzazione di contenuti video per non fare perdere terreno alle vostre pagine web.

Spazio al linguaggio umano

Se prima si cercava attraverso poche keyword, le nostre query sono ora sempre più vicine alla lingua parlata, tanto da somigliare alle domande che porremmo ad un amico.

Questa tendenza è dovuta a fattori come l’aumento delle ricerche tramite assistenti vocali (il cui uso è aumentato dal 51,5% del 2018 al 56,4%) e l’aumento delle ricerche no-click: quelle domande che formuliamo con lo scopo di trovare le informazioni direttamente nella SERP, senza dover entrare nelle pagine.

No mobile first, no SERP

Dal momento che entro il 2025, quasi il 73% degli utenti accederà ad Internet (e farà ricerche) esclusivamente da mobile, Google ha annunciato che dal marzo 2021 entrerà in pieno vigore il Mobile First Index: il criterio di indicizzazione che sancisce il primato del mobile sul desktop. Questo implica che le pagine web ottimizzate per una fruizione da mobile, avranno più possibilità di comparire tra i primi risultati di ricerca.

E quindi sì: il vostro lettore più severo è proprio Google.

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