L’8 marzo IKEA interroga Treccani: perché dire “posso aiutare?” è sbagliato

Posso aiutare?” sembra essere una banale espressione di uso comune, all’apparenza innocua e senza un preciso significato. Tuttavia, essa cela dietro sé un retroterra culturale errato. Vuole fare riferimento alla classica domanda rivolta alle donne nelle mura domestiche, quando si tratta di svolgere le consuete faccende, come pulire, stirare o lavare i piatti.

La polemica sta nel fatto che, pronunciando questa frase, si assume l’atteggiamento di chi affida automaticamente tutti i lavori domestici alle donne. In effetti, numerose testimonianze femminili dimostrano che, purtroppo, in molti casi è ancora così. IKEA allora lancia un messaggio profondo, nella “Giornata internazionale della donna”, chiedendo alla Treccani se una simile espressione sia corretta.

Qui il testo della lettera, pubblicata su un post Instagram di @Ikeaitalia.

Testo della lettera inviata da Ikea a Treccani
Fonte: Brand News

La risposta della Treccani è immediata, la si trova nel medesimo carosello. In essa viene evidenziata l’importanza della casa, intesa come unità primaria della società, e di come al suo interno sia necessario che venga diffusa una cultura basata sui valori della condivisione, della reciprocità e della dignità umana. Si tratta della prima regola da seguire per potersi comportare umanamente anche all’interno della comunità più estesa: la vita.

Treccani sottolinea infine l’importanza delle parole, che hanno un peso, e rilancia la propria iniziativa di riportare nella sua raccolta anche le “parole che non valgono”, di cui fa parte il “posso aiutare?” in questione. Compito del dizionario è infatti quello di mettere il lettore nella condizione di conoscere l’uso volgare ed errato di certe espressioni, il relativo peso e le conseguenze che hanno queste ultime. Così conclude Treccani:

“La responsabilità finale è appannaggio di chi abita la casa e il mondo. Ogni giorno, è compito di ciascuno di noi arredarli con le parole giuste” – Enciclopedia Treccani.

IKEA allora replica il concetto con un altro post, chiaramente correlato al precedente, in cui inserisce le immagini di alcuni suoi prodotti corredati dalla frase “non aiutarla“, seguita dall’azione che l’oggetto rappresentato richiede di compiere.

Ancora una volta, il colosso svedese dell’arredamento, prende una posizione attiva e incontrovertibile. Con un’intuizione originale ricorda, sempre facendo fede al proprio tone of voice, quanto le donne siano importanti all’interno della società, e quanto esse meritino di essere rispettate.

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