I milliennials vogliono mentori, non manager

Per anni la generazione dei millennials è stata soggetta a un forte pregiudizio generazionale, tuttavia c’è da dire anche che è la più istruita, informata e tecnologicamente all’avanguardia della storia. Come si può fare però a sprigionare tutto questo potenziale?

I millennials di oggi: tra pregiudizi e realtà

I millennials di oggi sono condizionati ad aspettarsi un continuo feedback, poiché la società li ha cresciuti per avere successo, per distinguersi e per superare le aspettative. Sono sempre stati esposti a sistemi di misurazione ed è quindi naturale che si aspettino che ciò continui ad accadere sul posto di lavoro, soprattutto perchè vedono quest’ultimo come una parte centrale della loro vita e non come un’attività distinta da “bilanciare”.

I millennials di oggi desiderano imparare nuove skills e trovare un significato più profondo nel loro lavoro.
Insomma, i millennials oggi non vogliono manager ma mentori che li ispirino, che li mettano alla prova, che li guidino e che infondano in loro un maggiore senso di fiducia.

In un sondaggio congiunto condotto da Oxford Economics e l’università di Harvard, 1400 millennials hanno confermato di volere un maggior feedback dai loro manager, in particolare su base mensile.

Millennials Oxford Harvard
Quanto spesso i dipendenti desiderano un feedback dai propri manager secondo il sondaggio condotto da Oxford Economics e Harvard.

Dati estrapolati da uno studio condotto daPwC e dal Millennials Survey di Deloitte ci mostrano che:

  • Il 71% dei millennials lascia un posto di lavoro entro due anni se sente che le sue competenze non vengono sviluppate;
  • Il 65% dei millennials ha accettato il suo attuale lavoro grazie alle opportunità di sviluppo personale.
  • Tutoraggio e formazione appaiono tra i primi tre fattori considerati dai millennials nella scelta del luogo di lavoro.

Per attrarre i giovani dipendenti, un’azienda deve quindi offrire loro un ambiente di lavoro inclusivo e collaborativo in cui abbiano lo spazio per crescere e svilupparsi.

Mentoring
Ci sono però tre aspetti in particolare su cui focalizzarsi: potere, supporto e guida.

Potere

Come evidenziato anche dalle tendenze emergenti nella leadership, oggi c’è bisogno di un manager che guidi, non di un comandante.
Creare un ambiente lavorativo di supporto in cui i dipendenti possano avere collegamenti diretti con il management, indipendentemente dal loro ruolo, contribuisce sicuramente a creare fiducia e comprensione.

La gerarchia e la burocrazia hanno cambiato aspetto per lasciare spazio a una comunicazione aperta e a una maggiore collaborazione.

La nuova generazione cerca luoghi di lavoro inclusivi che sfuggano ai rigidi vincoli della burocrazia, di conseguenza sapere di avere il sostegno e l’incoraggiamento del management aumenta la percezione di apprezzamento, che si traduce poi in una maggiore produttività e motivazione.

Supporto

I millennials sono guidati dalla passione e dalla voglia di sviluppare e affinare le loro capacità. Per loro lo sviluppo personale è una priorità assoluta, inoltre vogliono sentirsi sostenuti per essere più efficienti e competenti.

Secondo uno studio, il 63% dei millennials ha dichiarato di cercare un lavoro con opportunità di crescita e di apprendimento, mentre il 67% ha affermato che avrebbe lasciato un lavoro con poche opportunità di questo tipo.

È quindi importante dare loro fiducia e obiettivi misurabili, in modo da renderli responsabili del loro raggiungimento.

La chiave del successo, per il management, sta nell’insegnare loro ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, dandogli la fiducia e il supporto necessari per rimediare agli errori e senza farli sentire in colpa o minacciarli.

Guida

I millennials sperano di imparare dai più anziani, di emularli e di avere il loro stesso successo.
Ciò significa che i manager che ascoltano i propri dipendenti e si collegano con loro personalmente saranno a loro volta rispettati.

I millennials vogliono sentirsi ispirati perché spesso esprimono la loro identità attraverso il lavoro che svolgono, quindi è importante istruirli e offrie loro la flessibilità di cui hanno bisogno per raggiungere gli obiettivi.

A tal proposito, il mentoring inverso è un ottimo modo per coinvolgere i dipendenti più giovani, che possono così prestare la loro esperienza, come ad esempio le competenze digitali, ai dipendenti di livello senior in cambio di preziose lezioni e consigli.

I millennials, inoltre, vogliono sapere che il loro lavoro è importante. Vogliono sentirsi stimolati, ispirati e valorizzati, amano le gerarchie piatte, il feedback onesto e la leadership trasparente, quindi fare loro del mentoring e fornire il supporto che desiderano permetterà di sbloccare il loro potenziale e massimizzare le loro prestazioni.

Millennials want mentors

Conclusione?

Creando una dinamica di mentorship dove i dipendenti sono guidati e allenati per migliorare le loro capacità, le aziende possono costruire un forte rapporto di fiducia e lealtà, riducendo drasticamente il turnover e trasformando in modo naturale i propri dipendenti in ottimi brand ambassador.

 


Per leggere l’articolo completo pubblicato in inglese su Medium, clicca qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Articoli simili

Resta sul pezzo!

Iscriviti alla nostra smarTletter e non perderti gli aggiornamenti, le notizie e le novità più interessanti dal mondo del marketing.

Non ti assilleremo riempiendoti la posta di odiose e lunghissime newsletter. Poche ma buone.

Che aspetti?