Victoria di Hermès, la prima borsa fatta con i funghi

Il mondo della moda si sta evolvendo e oggi come non mai le tematiche della sostenibilità e dell’ambientalismo si fanno sempre più pressanti. Le esigenze degli acquirenti cambiano e ai marchi viene chiesto di adattarsi, di prendere posizione e di rinnovarsi.

La ricerca di materiali alternativi di produzione sembra coinvolgere sempre più brand, che si ritrovano a dover gestire la sfida di proporre dei prodotti che siano di alta qualità, ma, al tempo stesso, anche sostenibili. Inoltre, sono sempre più numerose le aziende che propongono prodotti derivanti da materiali riciclati o intere collezioni a basso impatto ecologico.

Alla domanda di una maggiore sostenibilità il mondo della pelletteria di lusso non ha risposto tempestivamente come altri settori. La pelle animale è stata, infatti, per moltissimo tempo sinonimo di alta qualità e durabilità del prodotto e pensare a delle alternative altrettanto valide non è così facile.

La svolta di Hermès

Hermès nel mondo della pelletteria fa da padrone. La casa di moda francese è fortemente legata alla propria tradizione artigianale e, nel corso dei decenni, ha creato modelli iconici come le borse Birkin e Kelly, simboli indiscussi di eleganza e raffinatezza. Il marchio, nato a Parigi nel 1837 come bottega per bardature e finimenti da cavallo, si è sviluppato durante gli anni restando saldamente legato all’alta qualità della pelle dei suoi prodotti, nonostante l’utilizzo di pregiate pelli esotiche per la realizzazione degli accessori di lusso abbia più volte diviso l’opinione pubblica.

Hermes Birkin
La Hermès Himalaya Birkin è la borsa in pelle animale più costosa al mondo. E’ realizzata in pelle di coccodrillo Niloticus e ha un valore di 379mila euro. Fonte: Vanity Fair

Questa volta la maison francese ha deciso di andare oltre e, insieme alla startup californiana MycoWorksha studiato una rivisitazione della sua Victoria Bag. La novità? La borsa sarà prodotta in Sylvania, un materiale derivante da una particolare lavorazione del micelio, l’apparato vegetativo dei funghi. L’innovativo materiale è in grado di riprodurre le proprietà della pelle di animale tramite una rete di fili facenti parte della struttura della radice dei funghi.

La nuova Victoria, ispirata al modello del 1997, avrà un valore di circa 5mila euro e farà parte della collezione autunno-inverno 2021/2022 del marchio. La borsa si propone come l’alternativa vegana e sostenibile della già esistente versione in vitello.

Victoria Hermes
La nuova Victoria prodotta in Sylvania Fonte: ioDonna

Una partnership nata sotto il segno dell’eccellenza

La collaborazione tra la startup e la maison di moda è nata nel 2017: Hermès ha seguito da vicino tutti gli sviluppi del nuovo materiale per assicurarsi che rispettasse gli alti standard del brand. Il Fine Mycelium viene prodotto nello stabilimento californiano e poi mandato in Francia dove viene rifinito e conciato dagli artigiani di Hermès.

Pierre-Alexis Dumas, direttore artistico di Hermès ha dichiarato:

“La visione e i valori di MycoWorks riecheggiano quelli di Hermès: un forte fascino per la materia prima naturale e la sua trasformazione, una ricerca dell’eccellenza, con l’obiettivo di assicurare che gli oggetti siano utilizzati al meglio e che la loro longevità sia massimizzata.”

La maison francese spiega che la ricerca di materiali alternativi non corrisponde all’abbandono della sua forte natura di azienda artigiana, ma è un percorso coerente che continua a posizionare Hermès come forza trainante del settore in grado di affrontare le nuove richieste del mercato.

MycoWorks

La startup di San Francisco è nata nel 2013 con lo scopo di produrre biomateriali da micelio. Sylvania nasce come ibrido tra natura e biotecnologia e rappresenta una nuova generazione di materiali di altissima qualità derivanti dalla natura. Questo prodotto è il risultato di due ambiziose missioni: ampliare la scelta dei materiali e sbloccare nuove possibilità di design.

Fine Mycellium leather
La “pelle” ricavata dal micelio prodotta da MycoWorks Fonte: MycoWorks

Il materiale nasce dopo uno studio sul trattamento dei miceli durato ben tre anni, un percorso che ha ottenuto 45 milioni di dollari di finanziamenti e impiegato le menti di importanti biologi ed esperti. Il nuovo materiale è stato presentato in occasione della New York Fashion Week 2020 e il successo riscosso ha attirato ingenti finanziamenti anche da star del calibro di Natalie Portman e John Legend.

Il CEO di MycoWorks ha dichiarato come Hermès fosse il partner ideale per presentare il primo prodotto dell’azienda. La grande maison parigina e la startup condividono i valori comuni di artigianato, qualità, innovazione e pazienza.

Non solo Hermès

Sono sempre di più le startup che collaborano con grandi marchi. Mylo, ad esempio, è un altro materiale a base di micelio prodotto da Bolt Threads e supportato da un consorzio sostenuto da Adidas, Stella McCartney, Lululemon e il Gruppo Kering (di cui fanno parte Gucci, Saint Laurent, Balenciaga e Bottega Veneta).

Prodotti in Mylo di Stella MCcartney
A sinistra un bustier e a destra la borsa Falabella, entrambi prodotti di Stella McCartney realizzati in Mylo. Fonte: Mylo

Sempre più brand stanno abbracciando la filosofia green. Marchi dal calibro di Gucci, Michael Kors e Versace hanno già detto addio alle pellicce animali, mentre alcuni importanti stilisti come Stella McCartney e Vivienne Westwood hanno rinunciato all’utilizzo della pelle nei loro prodotti.

Il mondo della moda si sta inevitabilmente evolvendo, adattandosi ai nuovi trend e alle sempre più esigenti richieste del mercato, oggi più che mai attento ad un’offerta che sia sostenibile e rispettosa dell’ambiente. L’interesse crescente per i materiali alternativi diventa così il sintomo di un percorso che già diversi brand hanno deciso di intraprendere verso una produzione più attenta ed eco-friendly.

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