Comparative advertising: sfida a colpi di pubblicità

Il comparative advertising – in italiano “pubblicità comparativa” – è un tipo di comunicazione pubblicitaria attraverso la quale un’impresa decide di pubblicizzare il proprio prodotto o il proprio servizio mettendo in atto un confronto diretto con un prodotto simile di un’azienda competitor nel settore.

Su questo argomento sono nate molte battaglie legate principalmente all’eticità della pratica e alla sua legalità. In Italia, ad esempio, la pubblicità comparativa non è del tutto vietata, tuttavia esistono alcune restrizioni a cui le aziende si devono attenere per non cadere in sanzioni.

Comparative adv
Fonte: Google

Nel nostro Paese è consentito paragonare un prodotto o un servizio a quello offerto da un’azienda concorrente, a patto che il messaggio che viene veicolato non danneggi slealmente l’altra azienda e non comunichi informazioni che possano indurre il consumatore in errore.

In Paesi come Gran Bretagna e Stati Uniti, invece, questa forma di fare pubblicità è totalmente accettata e non è soggetta ad alcuna sanzione. Questo è il motivo per cui le più famose “battaglie” a colpi di campagne pubblicitarie provengono proprio da quei Paesi.

BMW vs Audi

I due marchi tedeschi, produttori di auto di lusso, si sono resi protagonisti più di una volta di casi di pubblicità comparativa. Un clamoroso esempio risale al 2006 in occasione del trofeo “Auto dell’anno Sud Africa 2006”, che fu vinto da Audi.

BMW pensò bene in quell’occasione di complimentarsi con il marchio concorrente per la vittoria con un billboard che recitava:

“Congratulazioni ad Audi per aver vinto auto dell’anno del Sud Africa 2006…dal vincitore dell’auto dell’anno del mondo”.

BMW Vs Audi
Fonte: El Paìs

Un altro esempio di questo tipo di cui si sono resi protagonisti i due colossi dell’automotive tedesco, che è stato ironicamente definito una “billboard battle“, risale a qualche anno dopo il premio Sud Africa.

In un quartiere di Santa Monica comparse un cartellone in cui Audi attaccò il competitor dicendo “Tocca a te, BMW“. Non passò molto tempo prima che BMW rispondesse con un cartellone ancora più grande: “Scacco matto“. Sempre in linea con il lessico degli scacchi, Audi rispose nuovamente: “La tua pedina non può competere con il nostro re”.

Fonte: Marketing Mind

Il botta e risposta terminò con BMW che decise di affittare un dirigibile gigante riportante la scritta “Game Over“.

Fonte: Adcomunicazione

Coca Cola vs Pepsi

Quella tra Coca Cola e Pepsi è ormai una competizione storica, ma altrettanto storico è il botta e risposta tra i due marchi di soft drinks in una pubblicità nota a tutti gli appassionati e non del mondo dell’advertising grazie alla sua pungente ironia.

In occasione di Halloween Pepsi decise di creare una campagna che vedeva protagonista una lattina di Pepsi avvolta da un mantello marchiato Coca Cola accompagnata dal copy: “Vi auguriamo uno spaventoso Halloween!“.

Riprendendo per filo e per segno la pubblicità di Pepsi, Coca Cola rispose: “Tutti vogliono essere un eroe“, prendendo spunto proprio dall’idea del mantello.

Fonte: Twitter

 McDonald’s vs Burger King

Parlando di colossi non possiamo non nominare McDonald’s e Burger King, i leader del settore fast-food.

In una delle tante pubblicità mandate in onda da Burger King negli Stati Uniti, una fu motivo di particolare attenzione. In una scena si può vedere un personaggio, vestito con un impermeabile per non farsi riconoscere, che entra in un ristorante Burger King per ordinare un panino; nonostante l’abbigliamento, però, non è affatto difficile riconoscere l’inconfondibile clown Ronald McDonald, storica mascotte dell’omonima catena.

In basso a destra si può leggere un claim che, tradotto in italiano, recita: “Semplicemente, è più buono”.

McDonald's Vs Burger King
Fonte: Adcomunicazione

Questi sono soltanto alcuni esempi di campagne “battagliere” che famosi brand hanno portato avanti e che si sono rivelate un ottimo escamotage non solo per attirare l’attenzione del consumatore, ma anche per strappargli un sorriso.

Il sarcasmo e l’ironia sono infatti strumenti che stanno prendendo piede nel mondo del marketing ma che, al contempo, devono essere utilizzati nelle giuste dosi e devono saper accompagnare un valore che in una sfida tra brand non deve mai mancare: il rispetto verso l’avversario.

+3
Condividi l'articolo
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su whatsapp