Ailyn, la start-up 100% made in Italy per creare il perfetto contenuto online

Oggi, per un’azienda non è sufficiente avere una buona presenza sul web. In un mondo saturo di informazioni, è infatti fondamentale sapersi distinguere.

In questo senso, esistono centinaia di tool che possono aiutare i social media manager e i content creator per programmare campagne, analizzare target e trend, ma come si può creare il post perfetto?

Aylin: la start-up per creare contenuti online

Aylin nasce proprio con questo scopo: essere un’intelligenza artificiale predittiva in grado di rendere più precisa, coerente e performante la creazione di un contenuto digitale, a seguito di un’analisi qualitativa e quantitativa del tema che ci interessa. A patto però che non si dimentichi la componente umana. Una vera man-chine learning.
Questa startup, 100% made in Italy, è fondata dal Gruppo Roncaglia, da Tembo e da un gruppo di professionisti fra i quali Daniele Chieffi, Alessandro Luciani e Andrea Parmigiani.

Per scoprire appieno le opportunità e i rischi legati all’utilizzo di Aylin, abbiamo parlato con uno dei professionisti che hanno preso parte alla sua realizzazione: Daniele Chieffi, comunicatore e Direttore della collana di Franco AngeliNeo – Scenari dell’innovazione digitale.

Daniele Chieffi

Victor: Aylin è stata pensata come supporto per le aziende?

Daniele Chieffi: “Nasce da un’idea più generale che è quella di utilizzare l’intelligenza artificiale a supporto dell’intelligenza umana, quindi con un approccio molto etico gestire e interpretare e dare senso a grandi universi di dati. Può andar bene per un’azienda grande, per un’azienda piccola o anche per il singolo professionista, perché Aylin è un’intelligenza artificiale che elabora in maniera intelligente i dati che trova e che gli fai elaborare.”

V: Ma come funziona quindi?

DC: “Sulla base di quello che si cerca identifica quelli che sono da una parte i trend del momento, fotografa la situazione dei dati analizzati in ecosistemi di interesse specifici traendone senso, dall’altra identifica quali sono i punti di snodo di quei dati, i punti rilevanti. Una volta che ha strutturato questa logica di senso estrae una visibilità predittiva di quello che accadrà domani e, sulla base di questa intuizione predittiva, produce il contenuto più adatto per sfruttare al massimo questa analisi.”

Aylin
Sito: iamailyn.com
V: Essendoci una logica diversa che gestisce le singole piattaforme (dai social network all’e-commerce) Aylin si struttura a seconda del canale di riferimento?

DC: “Più che ai social di riferimento Aylin si struttura a seconda del cliente. Funziona in base all’esigenza dell’utente, perché adattandosi alla base dati si adatta all’output che le viene richiesto. Può essere un sistema utilizzato per i social network, per l’e-commerce, per il CRM, per le ricerche d’archivio, per fare verifiche sulle fake news, per fare una rassegna stampa ragionata, può essere utilizzata per mille cose.”

V: Se vi fosse una grande quantità di utenti che usufruissero di Aylin, come permetterebbe di ottenere il massimo engagement dal contenuto creato?

DC: “La componente umana incide particolarmente. Non dimentichiamo che ciascuna azienda per quanto possa pescare dallo stesso universo dati, ha una copia “personalizzata” che inevitabilmente influenza poi l’output. È l’umano che entra in gioco e modifica il contenuto sulla base del tone of voice, della sua creatività e della sua professionalità per renderlo diverso dagli altri.”

Aylin
Sito: iamaylin.com
V: Per quanto riguarda la digital reputation, Aylin che apporto può dare?

DC: “Un apporto fondamentale perché, se la reputazione si basa sullo soddisfare le esigenze della community di riferimento, nel momento in cui tu stai dando un contenuto ingaggiante, ovvero che deve piacere e deve essere percepito come un valore dalla comunità di riferimento, stai lavorando per la tua reputazione. Stai dando alla tua comunità ciò che vuole avere.”

V: Quale potrebbe essere un rischio legato all’utilizzo improprio di Aylin da parte delle aziende?

DC: “Non c’è un rischio vero e proprio. L’unico rischio è di tipo etico e morale. Nessuna azienda dovrebbe utilizzare Aylin per automatizzare completamente dei processi di produzione di contenuti. Questo perché da una parte non risponde al progetto originario ma dall’altro soprattutto, essendo comunque una macchina, non potrà mai avere quello human touch che invece i professionisti hanno. Il rischio delle aziende è che se scelgono un’automatizzazione spinta, rischiano di ottenere un effetto boomerang e dall’altra parte si noterebbe che è una macchina a scrivere.”

Aylin
Sito: iamaylin.com
V: Parlando di e-commerce, come può incidere sul potere d’acquisto finale del consumatore?

DC: “Qua entriamo nel marketing puro. Se in base allo storico della navigazione all’interno dell’e-commerce viene proposto un prodotto che è perfettamente in linea coi gusti di chi cerca, con le sue necessità e in linea con tendenze in quel momento è ovvio che sto solleticando un interesse. Poi sta all’acquirente scegliere se acquistarlo o meno. Se io fossi un grande appassionato di elettronica e Aylin mi proponesse come contenuto un device elettronico che non ho mai visto prima e che è perfettamente allineato coi miei gusti e oltretutto intercetta bene quello che è un trend che si sta sviluppando, è ovvio che Aylin sta facendo un servizio al cliente.”

V: Aylin quindi rimane un facilitatore dell’azione umana?

DC: “Noi partiamo dal presupposto che è stato progettato per essere etico e collaborare con l’intelligenza umana. Ci deve essere intelligenza umana che si possa definire tale con la quale collaborare e innestare questo lavoro sinergico tra le parti.”

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