Ariel e Volvo, due casi di successo per comunicare la sostenibilità

Molti brand si stanno muovendo per conseguire gli obiettivi dell’Agenda 2030, ma non tutti riescono a coinvolgere gli utenti modificando i loro atteggiamenti di consumo. Ariel e Volvo nelle ultime settimane hanno rappresentato due esempi magistrali di comunicazione dell’eco-sostenibilità attraverso spot video emozionali che hanno reso tangibile il problema del cambiamento climatico.

Cos’hanno in comune le campagne di Ariel e Volvo?

Entrambi i brand, oltre al rinomato impegno in ambito di sostenibilità, riescono a far passare un messaggio forte e chiaro: per combattere il cambiamento climatico sono essenziali azioni reali.  Il contenuto viene comunicato in entrambi i casi attraverso dei video emozionali in tutto il mondo, che vedono come protagonista il riscaldamento globale, rappresentato dallo scioglimento dei ghiacciai.

Every degree makes a difference

Attraverso una serie di contenuti video, Ariel, in collaborazione con National Geographic Creative Works, comunica quanto piccole scelte nel consumo domestico, come le temperature del lavaggio, possano influire nella riduzione delle emissioni.

Every degree makes a difference. Fonte: Brand News
Every degree makes a difference. Fonte: Brand News

Every Degree Makes a Difference è il nome della campagna europea del detersivo di Procter & Gamble che ha preso il via in Germania. Lo scopo dell’azienda con il detersivo Ariel è “reinventare il modo di fare il bucato per decarbonizzarlo lungo l’intera catena del valore”, non solo attraverso le innovazioni interne nel design, produzione o distribuzione, ma anche sensibilizzando un utilizzo sostenibile da parte del consumatore.

Mossa vincente risulta essere la partnership con National Geographic, in grado di dare voce al pianeta come nessun altro. I video riflettono con immagini originali quello che sta accadendo nella zona artica e quanto l’uomo, nei piccoli gesti, abbia il potere e il dovere di diminuire il suo impatto negativo sul mondo.

Entro il 2025 la temperatura media del bucato dei cittadini europei dovrà abbassarsi almeno di 5 gradi. Una riduzione che singolarmente non inficia la nostra vita, ma che se fatta in massa è di rilevante importanza per il pianeta.

I video prodotti da National Geographic mostrano l’impatto del riscaldamento globale sulle regioni artiche per rendere visibile come ciò che avviene in casa ha, in positivo o in negativo, un effetto anche molto lontano da noi.

“A small change in the home that could make a big impact on the planet.”

Questo è il messaggio che rimane impresso nella mente degli utenti dopo aver visto lo spot. Procter & Gamble si impegna su più fronti per raggiungere gli obiettivi del 2030, infatti ha da poco lanciato una vera e propria call alle startup italiane per sviluppare innovazioni sostenibili nei vari settori dell’azienda.

Con questa campagna l’obiettivo di marketing è far capire che i detersivi Ariel garantiscono una pulizia efficace anche in acqua fredda, mentre la vera missione è quella di cambiare le abitudini d’uso dei consumatori e quindi di migliorare le condizioni ambientali.

The ultimate safety test

The ultimate safety test
fonte: https://gruppomarcar.it/

L’azienda svedese di automobili chiama in causa l’esperto di ecologia Bjorn per mostrare il serio e reale impegno del brand per raggiungere il fully electric entro il 2030.

Nel video si sottolinea l’impegno di Volvo nei confronti della sicurezza, che oggi include inevitabilmente la sostenibilità.

Mike Johnstone, CMO del brand, dichiara che le azioni climatiche saranno una prerogativa presente nel futuro dell’azienda la quale, ad oggi, ha uno dei più ambiziosi piani nel settore automobilistico: diventare una compagnia 100% elettrica entro il 2030.

Lo spot, scritto e diretto da Sam Haynes, Javier Campopiano, John Gibson e Ivan Zacharias raggiunge il suo apice emozionale non tanto durante gli scontri violenti delle auto, ma alla fine quando compare il claim “The ultimate safety test” subito dopo il crollo del ghiacciaio. Questo rende il prodotto emozionale e soprattutto chiarificatore riguardo alla più grande minaccia alla nostra sicurezza che tutti noi siamo e saremo costretti ad affrontare.

Basta uno spot emozionale per essere sostenibili? 

No, ed ecco svelato perché citiamo questi due esempi. 

I video risultano essere prodotti impeccabili di comunicazione, ma in questi due casi trasmettere l’impegno nei confronti della sostenibilità riesce bene grazie alle azioni reali intraprese dalle aziende citate. 

Similmente a Procter & Gamble, Volvo, oltre a puntare su una produzione senza impatto sul clima, vuole incrementare la rigenerazione delle componenti, ridurre al minimo gli scarti di produzione e ottenere un approvvigionamento responsabile del cobalto usando tecnologie come la blockchain per avere il massimo controllo sulla tracciabilità dei materiali.

In conclusione

La sostenibilità, e nello specifico l’eco-sostenibilità, è ormai nei piani di tutte le aziende. Questo non significa che venga sempre tradotta in azioni reali o che i brand si impegnino anche a modificare gli atteggiamenti dei consumatori per migliorare le condizioni dell’intero pianeta. Entrambi tasselli importanti che, se accompagnati da prodotti comunicativi di valore, riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati. Volvo e Ariel ci danno il buon esempio e sicuramente non sono i soli.

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