Aperol Spritz: together, anche durante la pandemia

La prima associazione che chiunque fa al colore arancione dopo questo 2020 è sicuramente quella che fa riferimento al colore delle regioni italiane in periodo di pandemia. Tuttavia, a essere onesti, il collegamento implicito è al famosissimo Aperol Spritz, il cocktail da aperitivo più amato dagli italiani e non solo.

Che cos’è Aperol Spritz

Aperol è una bevanda alcolica italiana, di origine padovana, con una gradazione alcolica di 11°, che si caratterizza per il suo colore arancione brillante, e per un sapore che sta a metà tra il dolce e l’amaro. Gli inventori di questo nettare degli dei sono i fratelli Barbieri, originari di Bassano del Grappa, che dopo aver fondato la propria ditta nel 1880, presentano Aperol nel 1919 a Padova. Dal 2003, il brand diventa proprietà del Gruppo Campari. La ricetta è tutt’ora segreta, ed è rimasta immutata rispetto all’originale.
Negli anni ’50 Aperol incontra il prosecco e una spruzzata di seltz e da quel momento nasce lo Spritz, il cocktail da cui Aperol non si separerà mai. Dagli anni 2000 la fama del brand decolla vertiginosamente, fino a raggiungere il mercato internazionale.

Aperol Spritz
Fonte: Inside Marketing

Event marketing: il successo di Aperol Spritz

Per la natura stessa del prodotto a cui si fa riferimento, è indubbio che l’occasione d’uso tipica di una bevanda simile sia anzitutto in compagnia, con amici o colleghi, e in un momento della giornata dedicato a svago e spensieratezza. Il contesto è dunque festoso, conciliante, e soprattutto, di aggregazione. La forza su cui ha puntato il brand infatti è stata quella di creare una community quanto più salda e coesa e, soprattutto, fisica e reale. Ecco quindi che Aperol ha abilmente sfruttato le caratteristiche intrinseche al prodotto e allo spirito stesso del brand progettando delle vincenti strategie di event marketing, tra cui i famosissimi Aperol Spritz Live e gli Aperol Spritz Tour.

Aperol Happy Together Live
Aperol Happy Together Live, il concerto per i 100 anni di Aperol Spritz. Fonte: loves.cucchiaio.it

Together: la keyword di Aperol Spritz

Non è un segreto che il termine “Together” sia il pezzo forte del brand, potendosi quasi definire il principale valore che ispira la vision di Aperol. Questa parola, infatti, si rende protagonista di numerosi pay off della maggior parte delle iniziative e campagne del brand. Un esempio tra le tante pubblicità in cui ricorre il motivo dello stare insieme, è lo spot pubblicitario del 2018, intitolato per l’appunto “Happy Together”. In esso si raffigura un quadretto idillico, in cui due famiglie tra loro amiche sono alle prese con un pranzo in gruppo e per iniziare sorseggiano tutti insieme un rinfrescante Spritz.

Aperol Spritz e il Covid 19: un nuovo modo per stare… Together!

Together we can

Come Aperol, che dello stare insieme fa la sua ragione di esistenza, ha affrontato il disagio che ha portato in seno la pandemia da Covid 19? Con un’iniziativa unica nel suo genere intitolata “Together we can”. Anche in una situazione in cui l’isolamento e il distanziamento sociale sono stati incontrovertibilmente imposti, Aperol trova l’energia giusta per proporre un nuovo modo di stare insieme.
L’iniziativa vede una florida collaborazione con Rockin’1000, con cui Aperol ha voluto contribuire per le donazioni a sostegno della Protezione Civile, impegnata nella lotta contro il virus. Hanno aderito all’iniziativa più di 1000 musicisti, uniti insieme virtualmente per dare il proprio contributo in questa difficile situazione. Ogni artista ha registrato da casa un video, presentando la propria rivisitazione del brano “Una musica può fare” di Max Gazzè. Ad ogni video ricevuto corrispondeva una donazione dei due brand uniti in collaborazione.

Together we can cook

Un’altra iniziativa interessante del filone “Together we can” è quella in collaborazione con lo chef Bruno Barbieri, intitolata “Togheter we can cook”. È stata lanciata una challenge in cui si chiedeva alla community di Aperol di dare sfogo alla creatività per creare un aperitivo unico e gustoso da condividere, sempre virtualmente, con gli altri. Tale iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo e sono stati preparati più di 4000 aperitivi creativi, naturalmente accompagnati da un immancabile Aperol Spritz. Anche in questo caso il messaggio lanciato dal brand è che il gruppo è meglio del singolo, come esplicitato dal claim finale, che recita “insieme ci siamo superati”.

Together we can dance

Infine, l’ultima iniziativa del filone è quella intitolata “Together we can dance”, in cui è stata lanciata una call to action incredibilmente creativa, per cui la community di Aperol è stata sfidata a replicare la breve coreografia ideata dal ballerino e coreografo Luca Tommassini. Per ogni video Aperol ha devoluto donazioni al fondo di solidarietà a supporto degli infermieri in prima linea per l’attuale emergenza sanitaria, #NoiConGliInfermieri. Anche in questo caso il successo è stato eclatante e Aperol ha ricevuto più di mille video in cui i suoi fedelissimi clienti hanno manifestato le proprie doti di danzatori. Il messaggio? Sempre lo stesso: insieme si è più forti.

Ecco dunque un brillante esempio in cui un brand fa di un punto di debolezza un punto di forza. Anche quando il contesto esterno e sociale impedisce ad Aperol di essere se stesso, in qualità di sostenitore dello stare insieme, il brand non rinuncia alla sua essenza, ed escogita diverse strategie che in sinergia si rivelano vincenti, sintomo lampante di un marchio che non rinuncia ai propri valori, qualsiasi sia la situazione in cui si trova.

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