Adidas e un 2021 all’insegna della sostenibilità ambientale

L’ambiente è a rischio, e questa condizione rappresenta una realtà che coinvolge l’intero pianeta. Gradualmente si sta cercando, infatti, di adottare comportamenti più responsabili, in grado di determinare un’inversione di rotta per poter garantire a tutti un futuro migliore.

Di notevole importanza è il cambiamento messo in atto da parte delle organizzazioni multinazionali, dato che il rischio ambientale è legato specialmente alla produzione e distribuzione dei beni.

Adidas e Parley for the Oceans

Adidas, una delle più grandi aziende in ambito sportivo, ha abbracciato ormai da tempo questa filosofia e per il 2021 mira ad incrementare una produzione maggiormente rispettosa sia dell’ambiente che degli animali, con il 60% dei prodotti realizzati ricorrendo a materiali sostenibili.

Ecco quindi una grande realtà multinazionale, che invece di mostrarsi indifferente di fronte ad uno dei più grandi problemi che attanaglia il mondo attuale, ha cercato di trovare soluzioni, in particolar modo per lottare contro l’inquinamento plastico.

Il primo passo è stato fatto con Parley for the Oceans, di cui Adidas è un membro fondatore. Si tratta di un progetto che si definisce così sul proprio sito ufficiale:

“Parley è lo spazio in cui i creativi, i pensatori e i leader si uniscono per diffondere conoscenza sul tema della bellezza e fragilità dei nostri oceani e per collaborare su progetti che possano fermare la loro distruzione”.

Un’idea che si fonda quindi sui concetti di creatività ed innovazione, con lo scopo di eliminare la plastica, ed è nato per guidare e riunire organizzazioni (e brand) nella lotta contro l’inquinamento, cercando di individuare soluzioni innovative.

La collaborazione tra Adidas e Parley for the Oceans ha dato vita nel 2015 ad un prototipo di scarpa del tutto innovativa. Puntando sul concetto di riciclo, i due player sono riusciti a dare nuova vita ai rifiuti marini presenti in alcune zone e regioni costiere, creandone modelli di calzature sportive, che sono state presentate alle Nazioni Unite, riunite a New York.

Una scarpa eco-friendly

Ciò ha rappresentato solo l’inizio di una grande produzione di sportsware “Made from waste“. Infatti da allora Adidas ha prodotto milioni di paia di scarpe realizzate con la plastica derivante dai rifiuti.

Eric Liedtke, membro dell’Executive Board Global Brands di Adidas, spiega:

“Attraverso la nostra collaborazione con Parley vogliamo sensibilizzare e stimolare un’intera generazione a plasmare il futuro del pianeta”.

Questo è l’obiettivo che il marchio si pone di perseguire, cercando di eliminare del tutto, in futuro, l’utilizzo della plastica, salvaguardando il benessere di tutto il pianeta. Scopo su cui il brand sta lavorando insieme a Parley. Infatti nel 2020 queste due realtà sono riuscite a raccogliere quasi 7.000 tonnellate di rifiuti, mirando a produrre 17 milioni paia di scarpe nel 2021.

Sempre Liedtke ha dichiarato: “Ogni scarpa rappresenta un piccolo contributo alla salvaguardia degli oceani“. I prodotti Adidas contribuiscono non solo al benessere ambientale, ma anche a un cambiamento di mentalità della filiera produttiva, adottando soluzioni innovative ed originali.

Ma non solo: fanno di una semplice scarpa un grande contributo per salvaguardare gli oceani e le persone che popolano il pianeta, evitando in futuro effetti catastrofici.

Adidas
Fonte: ilsole24ore.com

Realizzare prodotti con materiali sostenibili

Un buon proposito per il 2021 è quello di espandere la percentuale del riciclaggio del poliestere ad oltre il 60 %, incrementando così la produzione sostenibile. Un obiettivo futuro, invece, consiste nell’aumentare la percentuale dei beni firmati Adidas realizzati con materiali eco-friendly, come il già citato poliestere riciclato o il cotone coltivato in modo non inquinante ed etico.

I prodotti creati da materie prime riadattate risultano comunque performanti nelle attività sportive e nella loro funzione. Le etichette “Primeblue” e “Primegreen” li contraddistinguono già dal 2020, rendendo questi prodotti facilmente riconoscibili da parte dei consumatori.

La sostenibilità quindi è una parte dell’identità aziendale di Adidas. Il brand infatti aspira ad aumentare sempre di più il suo impegno per la tutela ambientale.

Una lotta a sostegno degli animali

Il colosso sportivo si impegna a sostegno di tutti, anche degli animali. Nel 2020, attraverso una collaborazione con la stilista vegetariana Stella McCartney, Adidas ha dato vita al primo paio di scarpe Stan Smith vegane, realizzate in poliestere riciclato.

Una lotta in difesa degli animali, dunque, che non ha solo portato alla nascita di calzature”vegane“, ma anche al divieto di utilizzo delle pellicce nella loro produzione.

Adidas
Fonte: stellamccartney.com

Inoltre, il brand multinazionale sta lavorando ad un nuovo materiale per realizzare scarpe in pelle di funghi. Si tratta infatti di una materia prima di origine non animale, bensì biologica, a base di micelio, ovvero l’apparato vegetativo dei funghi.

L’azienda di sportswear punta così ad una produzione nel rispetto della natura nel suo insieme, aspetto fondamentale su cui costruire il futuro aziendale, incrementando sempre più le azioni e le iniziative a sostegno di questa visione.

La filiera produttiva di Adidas include anche l’utilizzo di energie rinnovabili, un processo di realizzazione dei beni che, a partire dalla materia prima, si impegna a sostegno dell’ambiente, ma anche nel rispetto della tutela dei lavoratori.

Nel novembre del 2020 il marchio è stato classificato dal Corporate Human Rights Benchmark come il migliore al mondo, nel settore dell’abbigliamento, per la garanzia dei diritti umani e del lavoro nella catena di fornitura.

Le fashion industry a favore dell’ambiente

Adidas quindi si colloca in una posizione significativa in termini di rispetto dell’ambiente, e sociale. Tuttavia si tratta di un impegno a cui stanno prendendo parte sempre più realtà nel settore della moda. L’industria del fashion in generale sta infatti rivedendo il modo di fare impresa, cercando di ridisegnare l’intera filiera produttiva, secondo un’ottica di sostenibilità ambientale.

Questione su cui si sta schiacciando l’acceleratore anche a seguito dell’arrivo del Coronavirus. Un momento storico in cui le fashion industry si stanno adoperando per indirizzare la ricerca e lo sviluppo verso la creazione di nuovi materiali. In tali termini, sono stati fatti grandi passi in avanti, con materie prime decisamente innovative, così come testimonia ad esempio Adidas con i suoi materiali vegani.

Giulio Bonazzi, Presidente di Aquafil, marchio che si è sempre contraddistinto per una certa sensibilità nei confronti dell’ambiente, dichiara:

“Se abbiamo speso tutti questi soldi per rendere il mondo quello che è ora, con i suoi errori, dovremmo investire la stessa quantità di denaro, impegno, energie, studi ed intelletto per rimediare a quei passi falsi e rendere il mondo migliore. Quindi per me sostenibilità significa davvero cambiare il mondo.”

Questo rappresenta l’esempio di un cambiamento di mentalità che riguarda la moda italiana, con aziende che abbracciano sempre di più l’idea di un settore fashion sostenibile, al fine di garantire un futuro migliore alle prossime generazioni.

Le risposte all’esigenza di una moda eco-friendly provengono da grandi ma anche da piccole realtà. Molte aziende della fashion industry e non, infatti, si sono impegnate per la creazione di mascherine riutilizzabili, dato che l’utilizzo di guanti e, appunto, mascherine monouso rischia di aggravare la situazione dell’inquinamento globale.

Covid
Fonte: covidoggi.it

É necessario, dunque, un lavoro comune che miri alla creazione di nuovi processi produttivi e alla scoperta di materiali innovativi, per poter riuscire nella salvaguardia del pianeta.

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